Attenzione - Bocconi avvelenati PDF Stampa E-mail

gatto_avvelenatoCane_avvelenatoAVVISO

In questi giorni sono stati trovati in Solighetto, zona via Possamai,  diversi gatti domestici morti per avvelenamento, come accertato dal competente Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Fontane di Villorba.

 

I veleni usati risultano essere di due tipi: una sostanza dicumarinica (Coumatetralyl), in genere utilizzato come rodenticida (ratticida), un potente anticoaugulante,  e un pesticida del gruppo dei carbammati (aldicarb) altamente tossico, anche per tutti i mammiferi, per inalazione, ingestione e contatto con la pelle. Pertanto, essendo entrambe le sostanze pericolose anche per l'uomo,

 

SI INVITANO

-   Tutti i genitori a vigilare con attenzione sui BAMBINI, che non raccolgano ed ingeriscano materiali sospetti;

 

-   Tutti i proprietari di cani a controllare tramite guinzaglio i movimenti dell’animale ed a proteggerlo con la museruola;

 

-   Tutti i proprietari di altri animali domestici di limitarne, per quanto possibile i movimenti;

 

-   Tutti i cittadini in caso di osservazione di sospetti sintomi di avvelenamento rivolgersi immediatamente al 118 per le persone ed al veterinario per gli animali;

 

-   Tutti i cittadini di non raccogliere e segnalare prontamente alla Polizia Locale (tel. 0438.985.346) o ai Carabinieri (tel. 0438.82120 o 112) materiali sospetti.

 

Si segnala a chi avesse inavvertitamente sparso sostanze velenose per la lotta ai ratti in modalità non corrette (a tale proposito è possibile contattare l’Ufficio Ambiente Comunale tel. 0438.985.326), creando una situazione di pericolo anche per l’incolumità pubblica, che di tale episodio è stata data notizia alla Procura della Repubblica di Treviso in quanto trattasi di reato penale.

Gli organi competenti provvederanno ad intensificare i controlli al fine di evitare il ripetersi di tali episodi.

 

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In coda si riportano alcuni “CONSIGLI PRATICI" dell’E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali) di Savona rivolti a tutti i proprietari di cani e gatti che potrebbero, loro malgrado, trovarsi vittime di queste vili azioni contro i propri animali.

 

COSA FARE PRIMA

GATTO: Il gatto non può essere sottoposto ad una educazione complessa come il cane.

Reagisce soltanto a pochi ordini, subordinandoli alla sua convenienza. E' pertanto quasi impossibile indurre nel suo comportamento il rifiuto dei cibo che trova. Le precauzioni saranno quindi (sperando che la attuale situazione di emergenza trovi presto una risoluzione) restrittive. Eviteremo che il gatto esca di casa il più possibile: sarà facile abituarlo ad orinare e defecare nella sua cassetta piena di sabbia, dedicandogli magari più attenzioni del solito. Se proprio deve uscire, lasciatelo solo dopo avergli somministrato un lauto pasto che sia di suo gradimento. Il gatto sazio diventa molto più discriminante verso il cibo trovato e difficilmente tenterà di assumerlo.

 

CANE: Per il cane il discorso è diverso, anche se alcune delle cose valide per il suo cugino felino possono essergli applicate. Se possedete un cucciolo avrete sin dall'inizio la possibilità di educarlo a mangiare solo quello che gli viene offerto dal padrone, o dalla persona che di solito se ne cura. Insegnategli a sedersi prima di mangiare e a non cominciare il pasto se non dietro ad un ordine preciso ("Mangia!). Questo anche se la ciotola con il pasto si trova già di fronte a lui. Il cane manifesterà il proprio appetito con una abbondante salivazione: nonostante questo impeditegli di mangiare sino a che non glielo avrete ordinato. Se instillato fin dalle prime settimane di vita questo tipo di educazione può dare ottimi frutti.

Se il vostro cane è già adulto (adottatene uno nei rifugi), l'educazione può risultare contrastata da una vita di abitudini diverse. Ma non sottovalutate il vostro cane: può facilmente imparare cose nuove e fare propria una nuova abitudine.

Oltre all'educazione, la prevenzione dall'avvelenamento casuale è praticabile unicamente con l'adozione della museruola. Questo accessorio, sicuramente limitante ed irritante per il Vostro amico, può però rivelarsi la sua unica salvezza. Non temete quindi di adottarlo, specialmente durante le passeggiate nei campi, sulle strade, o quando il cane scorrazza da solo.

 

COSA FARE SE

Temete che il Vostro animale sia caduto vittima di un avvelenamento. Fate molta attenzione ai seguenti sintomi: una volta ingerita la sostanza nociva, possiamo riscontrare due differenti patologie: una locale e una generale.

 

La prima è strettamente legata al potere patogeno, caustico, irritante che si esercita nella sede di introduzione, generalmente orale, meno frequentemente inalatoria. Osserviamo in questi casi iper-salivazione e colìo profuso di saliva dalla bocca, starnuti, tosse, sintomi di soffocamento, ulcere sulla lingua, nel cavo orale, sulle narici.

In molti casi, però, la sostanza passa direttamente e rapidamente nello stomaco, senza mostrare traccia del suo passaggio. I sintomi pertanto compaiono tempo dopo, anche con alcune ore o giorni di ritardo. In questi casi possiamo distinguere tre differenti e possibili manifestazioni:

 

Neurologiche: con convulsioni, tremori, irrigidimenti, perdita di coscienza (tipici dei diserbanti, pesticidi, insetticidi).

 

Generalizzate: rapidamente mortali (come per la stricnina), poco specifiche: con lesioni così devastanti, improvvise, che non si riesce ad emettere una diagnosi certa. Esse possono essere accompagnate da vomito, spasmi, dolore, malessere generale, diarrea.

 

Da deficit della coagulazione: comuni nei topicidi a base di dicumarone, compaiono emorragie incontrollabili dal naso, dalla bocca, uterine, vescicali dei vari organi interni, il sangue non coagula normalmente; non c'è mai vomito.

 

Di fronte ad un sospetto o una certezza, la prima cosa da fare è contattare immediatamente il veterinario. Nel frattempo è altresì utile evitare ogni stress all'animale, tenerlo tranquillo, lasciarlo respirare agevolmente, collocarlo in un posto al riparo dal sole, mettergli a disposizione dell'acqua e consentirgli di bere spontaneamente. In caso di episodi convulsivi state attenti a proteggerlo da autotraumatismi, cadute, ferite accidentali. Evitate i rumori improvvisi, che possono scatenare un nuovo attacco, tenete l'animale al buio. Nello stesso tempo evitate di mettere le mani troppo vicino alla sua bocca per non venire involontariamente morsicati. Identico accorgimento per i denti e le unghie del gatto.

 

Certi veleni alterano la funzionalità del centro nervoso della termoregolazione, per cui l'organismo può diventare molto freddo o, all'opposto, caldissimo (oltre i 42°C). Nella prima evenienza tenete l'animale coperto (ma non troppo), nel secondo caso invece bagnatelo un poco, sulla fronte e sul torace. Non tentate assolutamente, in modo empirico, di indurre il vomito. Sarà il veterinario a decidere l'eventuale uso di antidoti, emetici, adsorbenti, purganti o della lavanda gastrica.

 

COSA FARE DOPO

Se il Vostro animale non è riuscito a farcela nonostante tutte le cure, Vi preghiamo vivamente di seguire queste istruzioni. La vostra rabbia e disperazione sono comprensibili. Amiamo gli animali quanto Voi.

 

Ma se volete fare ancora qualcosa per il Vostro amico che Vi ha lasciati, fate in modo che quello che è accaduto non possa più ripetersi ad altri animali, o al Vostro prossimo futuro amico.

Per prima cosa si devono stabilire precisamente le cause della morte. Per far questo è necessario un esame necroscopico effettuato da persone specializzate per cui contattate il Servizio Veterinario della vostra ULSS.

 

COME AGISCE UN VELENO ANTICOAGULANTE

Lo scopo di un anticoagulante è di prevenire la coagulazione (coagulazione) di sangue. Questi agenti sono comunemente usati nei veleni per topi e sono uno dei veleni domestici più comuni.

Una volta ingerito l’anticoagulante blocca la sintesi della vitamina K, una componente essenziale per la normale coagulazione del sangue, che si traduce in emorragia spontanea e incontrollata.

Normalmente una intossicazione lieve da anticoagulante non mostrerà segni di avvelenamento per parecchi giorni, ma come il veleno comincia a colpire, il soggetto diventerà debole e pallido a causa della perdita di sangue. Il sanguinamento può essere esterno; questo può essere visualizzato come un sangue dal naso, vomito sanguinolento, o sanguinamento dal retto. Possono esserci anche emorragie interne invisibili; sanguinamento nel torace o all'addome, per esempio.

Se l’avvelenamento da anticoagulante non è diagnosticato in tempo risulta fatale.

 

SINTOMI

Ecco alcuni dei sintomi più comuni di avvelenamento da anticoagulanti:

- Debolezza, instabilità

- Naso sanguinante

- Sangue nel vomito

- Sangue nelle feci

- Sanguinamento dal retto

- Contusioni ed ematomi sotto la pelle

- Emorragie (eccessivo sanguinamento) nelle gengive

- Ascite (gonfiore della pancia) a causa dell'accumulo di sangue nell'addome

- Difficoltà di respirazione a causa del sangue nei polmoni (questo renderà un rantolo o crepitio).

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Maggio 2012 10:09
 
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