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Livelli e fattori predittivi di esposizione ai ditiocarbammati negli abitanti delle zone viticole dell'Azienda Ulss 7 PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Ottobre 2013 11:05

Logo BiomonitoraggioIl Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda ULSS 7 - Pieve di Soligo (TV) della Regione del Veneto  ha reso disponibile lo studio pilota di biomonitoraggio dal titolo "Livelli e fattori predittivi di esposizione ai di-tio-carbammati negli abitanti delle zone viticole dell’Azienda ULSS 7" che ha interessato anche il territorio comunale di Pieve di Soligo.

Di seguito riportiamo solo l'Introduzione dello studio che è anche possibile scaricare in formato digitale pdf in versione integrale.

Introduzione
Il  territorio  interessato  dalla  Denominazione  d’Origine  Controllata  e  Garantita  (D.O.C.G.)  del  Vino  Prosecco Superiore Conegliano-Valdobbiadene, in provincia di Treviso, comprende l’area collinare posta a sud delle Prealpi Trevigiane alla sinistra idrografica del fiume Piave, includendo i comuni di: Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto. Ad eccezione di Valdobbiadene e Vidor, appartenenti all’ULSS 8 di Asolo, gli altri 13 comuni sono compresi nel territorio dell’ULSS 7 di Pieve di Soligo e hanno una superficie complessiva coltivata a vite di oltre 4 mila ettari, pari al 31% della superficie agricola  attiva. 

I prodotti fitosanitari utilizzati nella coltura della vite sono soprattutto i fungicidi, che costituiscono circa il 90% del  totale complessivo dei fitosanitari impiegati in zona per tutte le colture.

I trattamenti della vite seguono un andamento stagionale con interventi effettuati principalmente in primavera e in prima estate.

Durante questi periodi risultano esposte anche le persone non direttamente coinvolte nella viticoltura, ma abitanti nelle aree circostanti; non è però nota l’entità del loro livello di esposizione.
In questi ultimi anni alcune associazioni ambientaliste si sono attivate sul territorio del prosecco, chiamando in causa l’ULSS 7 e l’ULSS 8 per quanto riguarda soprattutto un possibile effetto cancerogeno dei prodotti fitosanitari sulla popolazione e in particolare sui bambini. Finora l’ULSS 7 ha prodotto una valutazione dei dati di mortalità per patologie tumorali, prendendo in considerazione  anche i dati pubblicati dal Servizio Epidemiologico Regionale, dove si evidenzia che in  Veneto la mortalità per patologie tumorali è più bassa proprio nel territorio pedemontano tipico della coltivazione della vite.  
I  ditiocarbammati  costituiscono  il  principale  fungicida  di  sintesi  utilizzato  nel  territorio  dell’ULSS  7,  con consumi che ammontano a  circa 150.000 kg di prodotto attivo all’anno.
Il biomarker (indicatore  biologico) dei ditiocarbammati è l’etilentiourea (ETU) urinaria, prodotto  della  loro degradazione epatica, i cui valori di riferimento sono stati individuati in Italia (Studio SIVR) nelle popolazioni di adulti non professionalmente esposti, sia urbane (Pavia, Torino, Trento e Verona) che rurali (Rovescala), e negli studi di Colosio et al  che riguardano invece i viticoltori. 
In  Italia  non  sono  stati  condotti  finora  studi  di  biomonitoraggio  dei  ditiocarbammati  in  una  popolazione  di bambini; quindi è di particolare interesse conoscere l’esposizione in tale fascia della popolazione.
Per i motivi sopra riportati è stato ideato uno studio che si propone di individuare il livello di esposizione ai ditiocarbammati tramite misure di dose interna nelle popolazioni che vivono nelle zone viticole, utilizzando il biomarker ETU.

Si è anche indagato se esistono gradienti di esposizione in base alla distanza dai vigneti e
alla presenza  di  altri fattori legati all’alimentazione e  allo stile di vita.  Si sottolinea infatti che già  esiste un livello di concentrazione urinaria di ETU nella popolazione generale condizionato dall’assunzione di alimenti vegetali, come verdura e frutta, e di vino; anche il fumo di tabacco può aumentare il livello di ETU. 
 
Il progetto si propone i seguenti obiettivi  specifici: 
1. Identificare il livello di esposizione ai ditiocarbammati nella popolazione di adulti senza esposizione occupazionale che vivono nelle zone viticole; 
2. Identificare il livello di esposizione ai ditiocarbammati nella popolazione di bambini di età compresa  tra 3 e 5 anni che vivono nelle zone viticole;  
3. Indagare  se  ci  sono  gradienti  di  esposizione  in  base  alla  distanza  delle  abitazioni  e  delle scuole frequentate dai vigneti; 
4. Identificare quali sono gli altri fattori che potrebbero influenzare i livelli di esposizione (attività all’aperto, hobby/giardinaggio e orto, abitudini alimentari con il consumo di frutta e verdura e con la loro provenienza, abitudine al fumo e al consumo di vino o altre bevande alcoliche, utilizzo di farmaci). 
 
Fra  i  compiti  principali  del  Dipartimento  di  Prevenzione  dell’ULSS  7  vi  è  la  sorveglianza  sanitaria  della popolazione esposta a vari fattori di rischio, fra i quali l’inquinamento ambientale. I risultati di questo studio potranno servire per informare correttamente la popolazione residente nel territorio viticolo in merito all’entità del rischio che l’esposizione ai ditiocarbammati comporta, tramite la misurazione di dose interna.

 

Per leggere o scaricare tutto lo studio in formato digitale (pdf - 148 kB) clicca qui

 
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