Gli aironi guardabuoi a Pieve di Soligo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Ottobre 2013 09:33

4In queste ultime due settimane è stata ripetutamente osservata la presenza, intorno al centro abitato di Pieve di Soligo, di stormi con diverse decine di esemplari di uccelli bianchi simili alle garzette.

E' facile incontrare uno stormo che va da poche decine fino a centinaia di esemplari in zona industriale di Pieve si Soligo,  lungo cal Zattera, via Majorana, cal Bruna e via Montello sui prati e sui campi con stoppie di mais o appena lavorati.

Si tratta di aironi guardabuoi (Bubulcus ibis, Linnaeus 1758), come confermato da Francesco Mezzavilla, esperto ornitologo dell'Associazione Faunisti Veneti, che ha già avuto occasione di osservarli in quartier del Piave da alcuni anni.

 

Come possiamo leggere sul sito www .ornitologiaveneziana.eu, l'airone guardabuoi è un uccello di medie dimensioni - lungo da 46-53 cm ed con una apertura alare di 90-96 cm. - appartenente alla famiglia degli ardeidi (ordine dei ciconiformi).

Ha zampe nere e se confrontato con la garzetta (molto comune lungo l'asta fluviale del Soligo il quale taglia da nord a sud il territorio comunale e mette in connessione l'area umida dei laghi di Revine con il fiume Piave), il guardabuoi risulta di aspetto più tozzo, con il collo più corto ed il becco, di colore giallo-arancio da adulto e nero da giovane, più corto e massiccio.

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Ha una colorazione delle piume bianca in tutte le età, ma negli adulti in abito nuziale le zampe assumono colore giallo e parte del piumaggio, il petto e il dorso, diventa giallo-arancio.

Nidifica in colonie, definite garzaie, su alberi ed arbusti assieme ad altri aironi, costruendo un nido a coppa, poco profondo, con materiale ligneo ed erbaceo.

Diversamente dagli altri aironi è una specie fortemente gregaria per tutto l'anno.

Si nutre di piccoli vertebrati (topi, lucertole, serpi, ecc.) ed invertebrati (insetti, vermi, ecc.) che in ambienti naturali trova seguendo grossi mammiferi al pascolo.

In Francia, dove il pascolo dei bovini da carne è ancora molto diffuso, è facile osservarlo a terra mentre cattura le prede spaventate dal movimento di vacche e manzi oppure posato sul loro dorso dove ricerca i parassiti della pelle. I bovini pertanto beneficiano non solo della pulizia dai parassiti della pelle, ma sfruttano anche l’allarme che gli uccelli danno in caso di pericolo (da qui appunto il nome di “airone guardabuoi”).

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Nel nostro territorio dove mancano i bovini al pascolo, il guardabuoi, pur spaventato dalla presenza dell'uomo "appiedato", si è adattato a seguire i trattori che sarchiano o arano i campi, come fanno anche i gabbiani con i quali si mescola facilmente nelle zone litoranee.

Ha un modo tipico di cacciare: alterna spostamenti lenti, anche con marcato movimento laterale del collo e della testa, a brevi corse per raggiungere la preda individuata.

Come gli altri aironi vola tenendo il collo piegato a formare una “S” assumendo un aspetto definibile “senza collo”.

Possiamo quindi ringraziare questo particolare uccello così impegnato a liberarci dalle grosse locuste che facilmente cercano, in questo scorcio di autunno, riparo nelle nostre case.

 
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