Zecche PDF Stampa E-mail

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Nel nostro territorio si parla molto ultimamente della diffusione delle zecche e delle possibili conseguenze per la salute dell'uomo. Il clima umido e piovoso della primavera di quest'anno ne ha favorito la loro diffusione.

 

L’ambiente svolge infatti un ruolo essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo di questi animali. La presenza di sottobosco cespuglioso, terreni incolti con abbondante erba alta e sentieri poco curati creano delle condizioni microclimatiche favorevoli.

Un alto tasso di umidità (superiore al 65%) ed un' altitudine fra i 300 ed i 1200 metri sul livello del mare, sono condizioni ideali.

 

Le zecche sono artropodi (acari appartenenti alla classe degli Arachnidi), delle dimensioni di qualche millimetro. Il loro ciclo vitale si sviluppa in tre fasi successive (larva-ninfa-adulto) che si possono svolgere tutte su uno stesso ospite oppure su due o tre ospiti diversi.

 

In Italia sono presenti due famiglie di zecche: quella delle Ixodidae (zecche dure) e quella delle Argasidae (zecche molli). Le zecche dure hanno un caratteristico scudo dorsale chitinoso e in Italia comprendono 6 generi: Ixodes, Boophilus, Hyalomna, Rhipicephalus, Dermacentor, Haemaphysalis. Le zecche molli, sprovviste di scudo dorsale, sono presenti con due generi: Argas e Ornithodorus.
 
Il fenomeno nel territorio dell'ULSS7 (ora ULSS2) è costantemente monitorato dal Dipartimento di Prevenzione e dall'Istituto Zooprofilattico e non desta particolari preoccupazioni. Le punture di zecche, pur da non sottovalutare, solo in casi isolati portano a seri problemi di salute, per i quali è necessario l'intervento di un medico.

 

L'ULSS7 (ora ULSS2) ricorda inoltre che è è possibile effettuare la vaccinazione anti TBE presso i propri uffici di igiene territoriali.

 

Per saperne di più è possibile scaricare informazioni dall'area download

 
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