Animali selvatici
Specie ittiche di cui è vietato il prelievo PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Marzo 2020 17:10

Ghiozzo padanoDalla Legge Regionale del Veneto 28.04.1998, n. 19 (BUR n. 38/1998) - "Norme per la tutela delle risorse idrobiologiche e della fauna ittica e per la disciplina dell'esercizio della pesca nelle acque interne e marittime interne della Regione Veneto." come modificata dall'art. 3 della L.R. 03.02.2020, n. 7 (BUR n. /2020):

 

 

 

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Campagna per la tutela di giovani animali selvatici "AIUTACI, ma non toccarci" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Giugno 2018 07:39
capriolo-800Parte la campagna “AIUTACI, ma non toccarci”.
In questi giorni è molto facile imbattersi in animali selvatici giovani e bisognosi di cure, ma pratiche errate di soccorso possono determinare errori fatali che compromettono un ritorno in natura dell’animale.
Accade che, in buona fede, vengano portati al Centro Recupero Fauna Selvatica, esemplari di cuccioli sani, trovati in mezzo l’erba tra versanti pedemontani, i quali non possono più essere reintrodotti in quanto contaminati dall’odore dell’uomo e quindi costretti ad un futuro in cattività.
I giovani mammiferi come caprioli, lepri o ricci vengono partoriti in mezzo all’erba alta ma NON SONO STATI ABBANDONATI: la mamma è sicuramente nei dintorni e solo lei sa come trattare il proprio piccolo. Sentendo sul corpo il tuo odore, lo abbandonerà.
 

È di vitale importanza evitare qualsiasi contatto con l’uomo!

 

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Ricci e rospi: appello agli automobilisti sensibili PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Febbraio 2017 09:46

image001Con i primi tepori ricominceranno a muoversi ed uscire dai boschi i piccoli ricci (Erinaceus europaeus Linnaeus, 1758),  in cerca di nuovi territori dove vivere, e rospi (Bufo bufo Linnaeus, 1758), in cerca dei siti di riproduzione acquatici.

 

Il riccio in genere ispira simpatia: è piccolo, inoffensivo, tondeggiante e soprattutto alla nascita presenta i caratteri tipici che nell’uomo inducono tenerezza.


Il riccio si nutre in modo significativo di insetti dannosi per gli orti ed i giardini, lumache, uova di serpenti, piccole vipere, ecc. 

 

Il rospo è sicuramente meno "carino", ma altrettanto utile.

 

 

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La rana rossa del Lierza PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Agosto 2016 11:15

Rana latastei

Qualche anno fa in sede di sopralluogo fu trovato dal personale dell'ufficio ambiente un "ululone ventre giallo" (Bombina variegata L., 1758) in Drio Cisa, specie di rospetto che in quel momento non era ancora censito a livello regionale nel territorio comunale e che si è provveduto a segnalare al database faunistico regionale (per vedere l'articolo clicca qui).

 

Questa volta, lungo il Lierza in zona Crode del Pedrè, durante un altro sopralluogo  si è incappati in una rana rossa, la rana di Lataste (Rana latastei Boulenger, 1879) nelle foto.

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L'orso Madi è stato anche a Pieve di Soligo PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Maggio 2014 13:03

292xNx20140424 schermata-2013-11-13-a-09 11 23 jpg pagespeed ic p9Jt2yzaHGGli uffici provinciali competenti hanno informato anche il Sindaco di Pieve di Soligo che il giovane orso chiamato "Madi", nel periodo compreso tra il 14 e il 16 maggio è passato nel nostro territorio comunale nella zona di Barbisano e nelle colline di Solighetto dove in un vigneto sono rimaste le sue impronte.

 

Il giovane esemplare maschio di orso bruno (3-4 anni), del quale vengono monitorati  gli spostamenti con un radiocollare con GPS satellitare, da qualche settimana si aggira nelle colline della Vallata del Soligo arrivando anche alle pendici affacciate sul Quartier del Piave.

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Osservato un pulcino di allocco nel parco di Villa Brandolini PDF Stampa E-mail
Lunedì 12 Maggio 2014 15:26

AlloccoOggi pomeriggio nel parco di villa Brandolini in Solighetto è stato osservato un pulcino di allocco (Strix aluco L.), come confermato dai tecnici del Centro recupero animali selvatici della Provincia di Treviso.

Il pullo di questa specie, quando ha più di 5 settimane, lascia il nido e si sposta di ramo in ramo dove i genitori lo nutrono fino a circa 4 mesi di età.

Probabilmente il temporale di ieri lo ha fatto cadere a terra.

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Gli aironi guardabuoi a Pieve di Soligo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Ottobre 2013 09:33

4In queste ultime due settimane è stata ripetutamente osservata la presenza, intorno al centro abitato di Pieve di Soligo, di stormi con diverse decine di esemplari di uccelli bianchi simili alle garzette.

E' facile incontrare uno stormo che va da poche decine fino a centinaia di esemplari in zona industriale di Pieve si Soligo,  lungo cal Zattera, via Majorana, cal Bruna e via Montello sui prati e sui campi con stoppie di mais o appena lavorati.

Si tratta di aironi guardabuoi (Bubulcus ibis, Linnaeus 1758), come confermato da Francesco Mezzavilla, esperto ornitologo dell'Associazione Faunisti Veneti, che ha già avuto occasione di osservarli in quartier del Piave da alcuni anni.

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L'ululone ventre giallo è presente nelle colline di Solighetto PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Maggio 2013 12:25

bombina-variegataIn comune di Pieve di Soligo in data 13.05.2013, a quota 295 m. s.l.m. circa, su un sentiero in zona Drio Cisa, è stato rilevato  un esemplare di ululone ventre giallo (Bombina variegata).

 

Il rilievo è stato confermato dal Servizio Attività Monitoraggio e Valorizzazione Patrimonio Naturalistico Museo di Storia Naturale di Venezia, che provvederà ad inserire l'osservazione nel database faunistico regionale.

 

Si tratta di un particolare "rospetto" (ha lunghezza massima di 5-6 cm), autoctono, ma non così facile da osservare come il più grande Bufo bufo, rospo definito, appunto, "comune". Può raggiungere i 20 anni di vita.

 

L'ululone è specie di interesse comunitario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, nota come "Direttiva Habitat" relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. In Italia gode quindi di una protezione rigorosa ai sensi del D.P.R. 357/1999 (Allegato D previsto dall'art. 1, comma 1).

 

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Se mi vuoi bene non toccarmi PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Maggio 2011 12:58

capriolo-800Nel periodo che va dalla tarda primavera all'inizio dell'estate (maggio-giugno) le femmine di capriolo partoriscono 1 o 2 piccoli dal caratteristico mantello bruno fittamente maculato che vengono nascosti nell'erba alta.

Se li trovi non vanno toccati. La mamma, che è l'unica che sa come accudire i sui piccoli,  è sicuramente nei paraggi. 

Se tornando sente l'odore dell'uomo sul corpo del piccolo lo ABBANDONERA'.

 

Ricorda inoltre di tenere il cane a guinzaglio: aiutalo a rispettare gli animali del bosco! 

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Fauna italiana protetta PDF Stampa E-mail

orso_brunoScarica l'elenco della fauna protetta italiana (xls - 87 kB) prodotto dal Ministero dell'Ambiente.

Molte delle specie indicate sono presenti anche nel nostro territorio comunale.

 
Fauna minore protetta del Veneto PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Settembre 2012 12:05

RanaDalla Legge Regionale del Veneto 15 novembre 1974, n. 53 (BUR n. 47/1974) - "Norme per la tutela di alcune specie della fauna inferiore e della flora" - sono tutelati come fauna minore i seguenti animali:

- tutti gli anfibi (adulti, larve/girini e uova);

- tutti gli elicidi (chiocciole o lumache con guscio);

- tutte le formiche di tipo rufa (adulti, pupe e uova) ed i loro nidi.

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