Le Crode del Pedrè Stampa
Martedì 11 Settembre 2012 12:28

Soligo_tra_Pieve_e_BarbisanoL'area, tra Barbisano e Collalto, è posta lungo in corso del torrente Lierza. Il tratto del corso d’acqua è caratterizzato da elementi di naturalità e morfologia particolarmente suggestivi, tra pozze, piccole cascate, forre ed una vegetazione tipicamente ripariale, stabile, a tratti di derivazione montana. Punto di transizione tra il pendio e quindi il paesaggio del Collalto (comune di Susegana) ed il sistema pianeggiante ricadente nel comune di Pieve di Soligo, con ambiti di naturale divagazione idraulica coltivati a prato. Il luogo strettamente collegato al complesso ed alle aree di pertinenza dell’amena villa Toti, residenza di Toti dal Monte, nome d'arte della soprano ed attrice italiana Antonietta Meneghel (Mogliano Veneto, 27.06.1893 – Pieve di Soligo, 26.01.1975).

 

 

 

Punto di attestamento e di partenza per i percorsi ciclopedonali verso il sistema collinare a Est e Nord. Il luogo descritto offre numerosi momenti ed occasioni di fruizione ludico ricreativa ed un notevole sistema percettivo (luogo dedicato per anni a feste popolari e momenti ricreativi per la comunità di Barbisano).

 

 Leggi tutta la scheda informativa sul Lierza e le Crode del Pedré (pdf - 3,61 MB)

 

Le Crode sono state "dipinte in versi" dal celebre poeta Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10.10.1921 - Conegliano, 18.10.2011) nella sua ultima raccolta poetica, "Conglomerati", edita per i tipi mondadoriani de Lo Specchio (2009).

La prima sezione del libro, "Addio a Ligonàs", contiene i tre testi intitolati "Crode del Pedrè" (in due diverse versioni) e "Giardino di crode disperse".

 

Conglomerati_-_Zanzotto_Andrea

La copertina di "Conglomerati" di Andrea Zanzotto.

 

Con peculiare poetica Zanzotto, ritornando anche con la memoria alle pitture del padre, ci racconta le "sue" Crode come una "foresta ariostesca":

 

 

...groppo o costellazione di massi / su tappeti verdi-fradici /...

Rocce di ultradenso vuoto / di mini labirinto fin troppo / risolto / fitto invano...

da "Crode del Pedrè (Prima versione)"

 

 

...o costellazione/di massi / colmi ancora della violenza d'urto / che li ha sparsi e resi tali...

da "Crode del Pedrè (Seconda versione)"

 

 

...e i lunghi / cari proliferanti sentieri e acque azzurre / nel borro più sotto smunte, inumidita, spedite sperdute?

da "Giardino di crode disperse"

 

 

 

 

Le Crode del Pedrè trovano citazione anche nell'opera di una importante scrittrice italiana del XX secolo, Emilia Salvioni (Bologna, 02.04.1895 – Bologna, 04.06.1968), che in "Lavorare per vivere" descrive il luogo ameno, a lei ben noto essendo di madre pievigina, dove si realizza l’unico incontro amoroso riuscito del romanzo, come segue (edizione Guerrini e Associati - 2003):

 

 

C'era nelle vicinanze del paese un luogo selvatico e curioso, che chiamavano le Roccie del Pietrame. Sul terreno ondulato, lungo il corso di un ruscello, si ergevano massi e macigni di varia grandezza... I cespugli di rovo, i nocciuoli, i muschi, l'edera e una quantità di piante rampicanti li avevano avvolti e ricoperti di verdura, in modo da farli assomigliare a ruderi di edifici ciclopici.

 

 

copertina Lavorare

La copertina di una recente riedizione di "Lavorare per vivere" di Emilia Salvioni.

 

Non possiamo esimerci infine da un caloroso invito alla lettura integrale di "Conglomerati" e del racconto "Lavorare per vivere".