La stufa di casa non digerisce tutto Stampa

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COSA SUCCEDE NELLA NOSTRA STUFA?
Il ciclo di combustione del legno che mettiamo in stufe e caminetti, può essere suddiviso in tre fasi:
1. Essiccazione. Raggiunta la temperatura di circa 100°C il legno si essicca, si ritira e compaiono fessure e crepe. Evapora il vapore acqueo.
2. Degassificazione. Il legno sprigiona gas infiammabili che bruciano ad una temperatura compresa tra i 100°C e i 300°C.
3. Combustione. Dopo la combustione delle parti volatili, brucia la parte restante del legno,
senza formazione di fuliggine, a temperature che possono raggiungere gli 800°C. Tale fase si può riconoscere dalla comparsa di piccole fiammelle quasi trasparenti.

 

Pertanto le condizioni per avere una buona combustione sono le seguenti: 

  • Avere una stufa adatta alla combustione del legno;
  • Utilizzare legna secca e non trattata;
  • Bruciare pezzi di legno di grandezza adeguata;
  • Assicurare che il tiraggio sia sufficiente. Controllare la qualità della combustione nella propria stufa è relativamente semplice, basta prestare attenzione ad alcuni segnali: 

Combustione

 

  Ceneri

E SE LA COMBUSTIONE NON E’ BUONA?

1) Un cocktail di gas nocivi nell’aria e nelle abitazioni

Bruciare in modo errato provoca la produzione di un cocktail di gas nocivi di cui una notevole quantità rimane all’interno dell’abitazione stessa. Tra le sostanze prodotte si possono citare: MONOSSIDO DI CARBONIO, IDROCARBURI POLICICLICI, NICHEL, DIOSSINA, ACIDO CLORIDRICO, COMPOSTI DI PIOMBO E CADMIO, BENZO-A-PIRENE, MERCURIO, COMPOSTI DI CROMO, ACIDO FLUORIODRICO, COMPOSTI DI ARSENICO, CIANURI, RAME, ZINCO, PIOMBO,…

Le ricadute sulla salute sono molteplici, dalle affezioni respiratorie all’incremento del rischio dei ammalarsi di cancro.

2) Minore durata degli impianti

I gas e gli acidi particolarmente aggressivi che si formano dalla combustione di rifiuti sono responsabili della notevole riduzione della durata delle stufe. Ciò comporta che già dopo pochi anni tali impianti di riscaldamento debbono essere sostituiti.

 

QUALI SONO GLI ERRORI PIU’ FREQUENTI CHE FACCIAMO?

1) Uso di combustibile non idoneo

Non tutto quello che brucia, incenerisce, è adatto ad una buona combustione.

Negli impianti domestici si deve bruciare solo legna non trattata, non verniciata e ben asciutta.

Chi brucia altri materiali mette a dura prova la propria stufa, i propri polmoni, l’intonaco della stanza e la pazienza dei vicini. Infatti la mancanza di aerazione forzata e di un sistema di filtraggio, le basse temperature di combustione (solo negli inceneritori dei rifiuti si riescono a superare i 1.000°C) fanno si che nelle nostre stufe si formino gas particolarmente nocivi.

Quindi non possono essere bruciati senza danno per la salute e l’ambiente:

CARTA PLASTIFICATA, LEGNO TRATTATO, LEGNO COMPENSATO, SOSTANZE ARTIFICIALI DI QUALUNQUE TIPO, CONFEZIONI O CONTENITORI IN MATERIALE POLIACCOPPIATO (tipo Tetra Pak). 

2) Uso di legno non sufficientemente asciutto.

L’acqua contenuta nel legno deve evaporare durante la combustione. Il legno più è asciutto, meglio brucia. Il potere calorifico è quindi strettamente legato al contenuto di umidità.

Al fine di garantire una sufficiente essiccazione il legno deve venir stagionato già tagliato in pezzi adatti alla combustione nelle stufe. Le cataste dovrebbero avere uno spazio intorno di circa 10/15 cm in modo da garantire un sufficiente ricambio d’aria, che ne favorisce l’essicazione. Far stagionare il legno in cantine umide sarebbe un vero controsenso: il luogo per l’essiccazione deve essere asciutto, al riparo da pioggia e ben arieggiato.

Le stufe domestiche non riescono a raggiungere le temperature sufficienti (fino a 800°C) per la combustione di legno umido. Il legno non brucia correttamente e vengono prodotti gas nocivi.

 

COSA VIETA LA NORMA?

I rifiuti di qualunque tipo, comprese le confezioni, i giornali e le riviste illustrate (materiale riciclabile) non possono essere bruciati né all’aperto né in stufe domestiche o caminetti. E’ opportuno utilizzare la carta solo nella misura necessaria per l’accensione. La mancata osservanza del divieto comporta l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente.

 

Scarica il foglio informativo (pdf - 413 kB)

 

Per ulteriori approfondimenti 

Fuoco e fiamme...senza fumo 

Consigli per il riscaldamento con la legna - Versione 2008/2009

(dal sito Associazione Provinciale dell'Artigianato di Bolzano http://www.apabz.it)

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Marzo 2018 08:54